CENTENARIO DELL'OPERA CRISTIANA E SOCIALE TRA I MIGRANTI IN LUSSEMBURGO 1903 - 2003

MONS. JEAN-JOSEPH KOPPES, VESCOVO DI LUSSEMBURGO E PROTETTORE DEI MIGRANTI ITALIANI

Nell'ultimo decennio del 1800, un'ondata di migranti italiani (specie del Nord Italia) invase il Granducato di Lussemburgo. Ciò non poteva lasciare indifferente la chiesa locale, che vedeva i suoi fedeli in pericolo di cadere fra le braccia di sètte non cristiane o di movimenti politici avversi.
LE DECISIONI DEL VESCOVO DI LUSSEMBURGO
Era allora vescovo di Lussemburgo Mons. Jean-Joseph Koppes. Per sostenere la fede dei migranti italiani, egli prese tré importanti iniziative: Anzitutto introdusse nel Seminario l'obbligo dello studio della lingua italiana. In secondo luogo, impose che in tutte le parrocchie, abitate da molti italiani, ci fosse almeno un vicario, che ne parlasse la lingua. Infine si impegnò, affinchè l'assistenza sociale degli operai immigrati italia-ni fosse affidata alla "Caritas" di Friburgo in Brisgovia (Germania). Parleremo presto della "Caritas".
Ma per il momento, ci preme far notare come (secondo gli Archivi Nazionali di Lussemburgo) diverse parrocchie si impegnarono subito a favore dei migranti cattolici italiani. Così il parroco di Belvaux ed in particolare quello di Esch-sur-Alzette, che disponeva di due vicari capaci di parlare l'italiano.
Favoriti erano gli italiani di Dudelange, per i quali si celebrava la Messa con predica in italiano ogni domenica. Negli anni 1900 vivevano nel "cantone" di Esch-sur-Alzette 7.763 italiani, di cui 213 frequentavano le scuole primarie lussemburghesi.

MONS. PETRONIO LUIGI ZAVATTARO, PRIMO MISSIONARIO BONOMELLIANO IN LUSSEMBURGO
Il primo Bonomelliano, che varcò i confini del Granducato, fu Mons. Zavattaro. Era nato a Bologna nel 1876.
Il 5 marzo 1903, si stabilì a Dudelange presso il Sig. Berwich Nicola . Dopo qualche mese si trasferì ad Esch-sur-Alzette, ove (come abbiamo visto) risiedeva una numerosa comunità italiana. In un primo momento, si stabilì al 42 rue d'Audun (oggi 2, rue d'Audun), presso il "Segretariato Operaio".
Quel quartiere (chiamato "frontiera" o "Grenz") non era religiosamente indipendente, ma apparteneva alla parrocchia di St Joseph. Perciò Mons. Zavattaro celebrava la Messa per gli italiani nella chiesa di St. Joseph oppure nella zona del Brill, nella pensione Sabatini, al numero 2 della rue des Boers (all'angolo con il bd Prince Henri) .
Jean-Pierre Claude, segretario al Comune di Esch-sur-Alzette, era stato sempre amico degli italiani ed aveva promosso le loro associazioni (come, ad esempio, le loro "Mutuo Soccorso"). Aveva sempre mantenuto ottimi rapporti con il governo italiano. Così nel 1914 fu nominato vice-console onorario d'Italia e tale resterà fino alla morte nel 1931.
Jean-Pierre Claude volle favorire anche la fede degli italiani e consegnò a Zavattaro (per un piccolo affitto di 100 franchi annui) un terreno al numero 11 del bd Prince Henri, ove costruire una piccola chiesa. Una chiesa necessaria e desiderata da tutti i residenti del quartiere.
Poiché mancavano i mezzi, si fece subito una grande colletta e ci si mise con passione a mettere pietra su pietra. Ed ecco che, in pochi mesi, gli italiani ebbero la "cappella italiana".
La chiesa era piccola : poteva accogliere 150 persone. Era povera di mobili, ma presto sarebbe stata completata con l'aiuto di persone benevole e ricche. Fu subito utilizzata sia da Mons. Zavattaro per le funzioni religiose in italiano sia dal vicario di St. Joseph per i lussemburghesi. Il catechismo veniva insegnato per le due comunità nella scuola, che si trovava presso il passaggio della ferrovia, che portava alla "Hoehi". E, finalmente, ecco il giorno fatidico. Nel settembre del 1903, la "cappella italiana" venne solennemente benedetta da Mons. Werthmann, responsabile dei "Segretariati Operai" del Lussemburgo.
La cappella divenne quasi una parrocchia per gli oriundi italiani........
(copyright by Benito Gallo )